Progetto

Chi siamo e cosa vogliamo fare

Non si può fare finta di niente. Non si può essere indifferenti e insensibili alla tragedia che ci accompagna come una maledizione, né tanto meno si può essere felici, sereni e sorridenti. Non si sa se ci sia più crudeltà o più idiozia in tutto questo. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore, si usa dire. Ma i mattatoi non stanno sulla Luna, si trovano a un passo dalle nostre case. Solo se ricopri le antenne, otturi i timpani e aggiungi il paraocchi, non riesci a vedere, a sentire, ad annusare.

Gaspare@LaVeraBestia

Non si può fare finta di niente!

E' da questa riflessione che prende il via questo nostro percorso: un percorso non promosso da alcuna associazione, ma nato, organizzato e portato avanti da singoli attivisti e da tutti coloro che decidaranno di seguirlo.

Abbiamo dato il via a un presidio permanente (tramite una sequenza presidi a cadenza mensile) davanti ai cancelli del mattatoio di Roma per raccontare la realtà che dietro quei cancelli è celata. Ci poniamo come primo obiettivo quello di ottenere una partecipazione sempre più massiccia - sperando che altre città si uniscano a noi - così da destare l’attenzione dei media e avviare un serio dibattito pubblico sulla legittimità o meno del consumo di carne; diremmo dello sfruttamento degli animali in generale: ma essendo il numero di animali uccisi per fini alimentari il più alto in assoluto ed essendo tale pratica condivisa all’unanimità dalla nostra società e considerata erroneamente “normale, naturale, necessaria”, pensiamo che rappresenti un po’ il fulcro della questione, anche simbolicamente.

Crediamo che i tempi siano maturi per portare le persone a riflettere su determinate pratiche che nascondono violenza e soprusi su individui senzienti. Crediamo altresì che se davvero c’è bisogno di occultare i mattatoi e ciò che avviene al loro interno sia indice del fatto che la società tutta ha un problema, un problema che non riguarda solo gli attivisti animalisti, ma ognuno di noi. Gli operatori dei macelli svolgono un lavoro alienante affinché le persone comuni abbiano la loro fettina di carne nel piatto e quindi è indubbio che vi sia una corresponsabilità condivisa. Per questo torneremo lì ogni mese, davanti a questi luoghi tragici, per responsabilizzarci tutti quanti e sensibilizzare chi ancora non ha mai riflettuto sulla questione animale.

Con la speranza che guardare un animale negli occhi non ci procuri più vergogna, ma sentimento di reciproco rispetto.

Rita Ciatti e Eloise Cotronei