18° presidio NOmattatoio: il resoconto

Resoconto del 18° presidio al mattatoio di Roma

Postato il 29 maggio 2016 13:07 da Rita Ciatti e Eloise Cotronei

I giornali titolerebbero: “Si intensificano gli scontri tra vegani e carnivori”.

Ma noi, che facciamo informazione vera, piuttosto diciamo che la campagna NOmattatoio continua a portare alla luce la realtà nascosta dello sfruttamento animale. 
Per il diciottesimo mese consecutivo - un anno e mezzo di attività ininterrotta – ieri siamo scesi in strada con i nostri corpi in rappresentanza di altri corpi, quelli di tutti gli altri animali considerati merce da consumare per l’effimero piacere del palato, per il profitto economico e per una tradizione dura a morire.

La nostra è una testimonianza tenace e paziente, spesso silenziosa, accompagnata da pochi, ma articolati discorsi su quanto accade dentro i mattatoi, gli allevamenti e ogni altro luogo dove le istituzioni e i suoi rappresentanti esercitano il dominio dei corpi.

 

Come dicevamo anche la volta scorsa, da quando i media fingono di interessarsi al veganismo - in realtà si interessano solo al numero di ascolti e la questione animale non viene nemmeno minimamente sfiorata - gli animi di chi rimane attaccato all’ideologia carnista si sono accesi e anche chi passa sulla Palmiro Togliatti - nonostante i nostri presidi siano sempre nonviolenti e informativi – si mostra aggressivo verso di noi.

I più sembrano ripetere frasi fatte, ripetute a mo’ di slogan, probabilmente le stesse sentite in tv, altri ci inveiscono contro e uno ieri ci ha persino tirato addosso una fetta di bresaola (quale messaggio eloquente, indicativo dell’incapacità di portare argomenti a sostegno della mattanza animale).

Purtroppo è successo anche un altro fatto increscioso che dà la misura di quanto le istituzioni siano protettive nei confronti di chi opprime e mercifica gli animali: mentre il semaforo era rosso, alcuni attivisti si sono posizionati davanti al tir che trasportava i maiali reggendo lo striscione. L'autista ha continuato ad avanzare fin quasi a sfiorare i corpi degli attivisti, costringendoli a indietreggiare (con il rischio di farli inciampare e cadere).

I vigili, avvertiti di quando accaduto, ci hanno risposto che noi non siamo democratici e che non dovremmo interferire col lavoro di chi non la pensa come noi.

Sorvolando su quanto, ancora una volta, si tralasci la questione animale per ridurre tutto a una banale questione di scelte tra due soggetti in lotta (quali NON siamo: siamo in lotta, ma contro il sistema che lucra sulla pelle degli animali), è curioso notare come dei vigili, che in teoria dovrebbero stare lì a fare il loro lavoro (ossia controllare che il presidio si svolga senza incidenti), abbiano immediatamente preso le parti del trasportatore del camion, anche se si era messo in movimento col semaforo rosso con la chiara intenzione di minacciare di investire gli attivisti, salvo poi non muovere un dito quando un’altra auto è passata a gran velocità col rosso pieno (su una strada ad alto scorrimento, quindi rischiando di provocare un pericoloso incidente).

Sulle strade ne accadono di tutti i colori e i sovversivi che vanno contro la democrazia saremmo noi? Noi che pacificamente e rispettosamente ci facciamo promotori di quell'informazione occultata e mistificata dal sistema? 

A scanso di equivoci, ci teniamo a ribadire che non siamo contro quella maggioranza che mangia carne, ma contro quell’ideologia e quella dittatura di pensiero che fa sì che sfruttare gli altri animali e trattarli come risorse rinnovabili sia considerato normale, naturale e necessario e di cui i singoli consumatori carnisti non sono che "vittime" inconsapevoli. 

Non antidemocratici di default, ma antidemocratici se la democrazia, com’è strutturara oggi è solo la dittatura del più forte sul più debole.

Siamo per l’instaurarsi di un nuovo concetto di popolo e di umanità in cui ogni individuo sia parimenti considerato e rispettato nell’ambito di una societa civilmente evoluta.

 

La giornata di ieri è stata al solito molto partecipata, con persone venute anche da fuori Roma (un grazie a Laura arrivata appositamente da Bologna) e, sempre al solito, emotivamente pesante.

Ricordiamo che i maiali non hanno ghiandole sudoripare e quindi soffrono particolarmente il caldo. L’immagine di queste creature ammassate dentro le lamiere arroventate dei tir, con la bava alla bocca, talmente stremate da non reggersi nemmeno in piedi, è, stata, come sempre, terrificante.

 Come si può andar fieri della propria umanità che si erge pretenziosamente e presuntivamente sopra a tutti gli altri animali quando poi è capace di giustificare un simile orrore?

Questa non è una domanda retorica, ma è una domanda che facciamo a tutti coloro che si rifiutano di prendere in considerazione la tragedia della schiavitù animale.

 Non dobbiamo avere paura di cambiare e di mettere in discussione le nostre abitudini, specialmente quando la posta in gioco è così alta.

Non siamo estremisti, ma testimoni di una realtà a venire possibile già da oggi; portavoci della battaglia più altruista che sia mai esistita nella storia.

Non vogliamo un mondo proibizionista (la carne non è un prodotto, ma il corpo di un individuo), bensì un mondo libero da tutti quei condizionamenti sociali che non ci permettono di compiere scelte davvero consapevoli e a vantaggio di tutti, non, com'è oggi, a vantaggio di una sola specie o di soli pochi poteri economici che hanno l'unico interesse di continuare a tenere sotto scacco le nostre esistenze e una massa di schiavi invisibili e senza nome.

 

 

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