7° presidio NOmattatoio: il resoconto

Resoconto del 7° presidio al mattatoio di Roma del 6 giugno 2015

Postato il 11 giugno 2015 14:32 da Rita Ciatti e Eloise Cotronei

Sabato 6 giugno, in contemporanea con quello di Brescia, si è tenuto il settimo presidio al mattatoio di Roma. Quando abbiamo cominciato questa avventura si era in pieno inverno, ora ci riuniamo sotto un sole cocente, ma la perseveranza e determinazione dei nostri sguardi è rimasta la stessa.

In aumento il numero dei partecipanti nuovi: si tratta per lo più di persone che sono venute a conoscenza della campagna tramite passaparola o per aver letto i volantini in giro, com’è stato per Federico, un ragazzo che per puro caso si è messo a parlare in autobus con Angelika, una nostra attivista, e così è stato invitato a partecipare al presidio.

Ci riempie di speranza inoltre constatare che anche la reazione dei passanti è quasi sempre positiva: tranne qualche raro caso, quasi tutti si mostrano ben disposti nel prendere e leggere i volantini e più di qualcuno annuncia l’intenzione di volersi unire a noi per testimoniare contro lo sfruttamento degli animali.

Il tema di questo presidio – chi ci segue sa che ogni volta approfondiamo un argomento specifico tramite letture e racconti – era l’infanzia negata. Abbiamo voluto porre l’attenzione sul fatto che tutti gli animali che vengono macellati per essere trasformati in cibo sono in sostanza dei cuccioli. Eloise ha tenuto un bellissimo e toccante discorso raccontando l’inferno che attende tutti gli animali una volta venuti al mondo, soffermandosi in particolare sulle orrende pratiche di mutilazione che subiscono i maialini, tra cui taglio della coda e dei denti e castrazione, ovviamente il tutto senza anestesia e ciò solo per ragioni strettamente connesse al consumo di carne e alla convivenza in ambienti angusti e sovraffollati quali gli allevamenti.
Ha parlato anche dell’impossibilità di far acquisire consapevolezza alle persone in una società che intenzionalmente lavora per occultare tutta questa violenza: da qui la necessità e l’importanza del nostro impegno mensile di scendere in piazza per raccontare a tutti chi sono gli animali, dove sono, quali grame e brevi esistenze sono costretti a vivere prima di raggiungere il mattatoio come loro ultima e ineludibile destinazione.

I passanti ci ascoltano con attenzione, quasi tutti abbassano lo sguardo e annuiscono, diversi chiedono informazioni su come poter fare per smettere di mangiare animali, da dove cominciare.

Ci teniamo in particolare a dire che tutti i partecipanti ai presidi NOmattatoio mantengono sempre un atteggiamento di apertura e accoglienza, mai giudicante e sempre ben disposto nel dialogare con chi magari fa domande anche sciocche (sciocche per noi che siamo informati su questi argomenti), ma sinceramente motivate.

Non vogliamo innalzare muri divisori, né ricreare i soliti schieramenti tra vegani Vs. onnivori.

Il nostro obiettivo non è accusare chi mangia gli animali, ma informare sulle pratiche di violenza che persistono all’interno della società in cui tutti viviamo.Vogliamo far aprire gli occhi sulla realtà di finzione che viene mostrata nelle pubblicità e far capire quanto sia assurdo, sbagliato e ingiusto accettare passivamente che miliardi di individui senzienti vengano schiavizzati, deportati e sterminati solo perché appartenenti a specie diverse dalla nostra.

Anche questa volta abbiamo dato vita a un flash mob davanti ai cancelli d’entrata del mattatoio: ci siamo voluti sporcare le mani con del sangue finto e poi le abbiamo dapprima alzate e dopo unite in cerchio in segno di protesta per dire che il sangue è tutto uguale, il nostro come quello di chi sta per essere o è stato appena trucidato a pochi metri da noi. “Sotto la pelle” – per citare il titolo di un bel romanzo di Michel Faber – scorre lo stesso sangue, non c’è differenza nella vita, come non ce n’è nella morte.

Il prossimo presidio a Roma ci sarà probabilmente a metà luglio (annunceremo la data tramite solito evento su Facebook), ma intanto annunciamo un appuntamento importante in Lombardia: il 20 giugno si farà un presidio davanti al mattatoio di Montichiari, luogo particolarmente simbolico per il movimento per la liberazione animale perché è lì che ha avuto inizio e si è conclusa con successo la campagna contro Green Hill, l’allevamento di beagle destinati ai laboratori di vivisezione. Ci sembra di buon auspicio portare NOmattatoio in questo paese e ringraziamo gli attivisti di zona per questa nuova sfida.

A presto, continuate a seguirci sui nostri canali e soprattutto partecipate, partecipate, partecipate!

Non smettete di essere la voce degli animali!

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