3° presidio in Lombardia: il resoconto

Sabato 18 Luglio 2015 si è tenuto, a Boffalora Sopra Ticino (Milano), il terzo presidio NOmattatoio in Lombardia

Postato il 20 luglio 2015 14:47 da Cristina

Sabato 18 luglio si è tenuto il terzo presidio NOmattatoio Lombardia.

Mentre a Roma i presidi si svolgono tutti sempre avanti al grande mattatoio di via Togliatti, in Lombardia, per forza di cose, abbiamo deciso di cambiare tattica.

Qui si sta realizzando con maggiore veemenza quello che è il trend comune a tutta l'odierna società capitalistica, ovvero il concentrare la produzione in unità sempre più grandi e spersonalizzateE questo avviene anche per gli allevamenti, e anche per i mattatoi. I mattatoi comunali scompaiono, scompaiono i piccoli macelli, e al loro posto crescono i grandi. Sempre più delocalizzati.

Così noi abbiamo deciso di andarli, di volta in volta, a scovare.

Per dimostrare come lo sfruttamento animale sia profondamente radicato, e celato. A Brescia era a ridosso dell'ortomercato. A Montichiari lungo una strada provinciale. Lì di fronte un complesso di case.

A Boffalora di nuovo lungo una provinciale, dove ogni giorno passano migliaia di auto e camion. Dove di sabato e domenica, soprattutto con la bella stagione, transitano turisti diretti al fiume, in bicicletta o in moto.

Tutti ignari, indifferenti a quel che accade oltre quei cancelli.

Come quei cittadini tedeschi che vivevano a ridosso dei campi di concentramento, e sostenevano di non saper nulla di quel che accadeva là dentro. 

Ma ieri quei muri e quei cancelli, per due ore, sono diventati di vetro. Le auto rallentavano. Gli occhi si soffermavano sui cartelli, sulle immagini. Le persone restavano, per un istante, sospese, ad ascoltare le nostre parole. 

Eravamo giusto una ventina, a sfidare il caldo africano lungo quella strada polverosa. Ma molti volti nuovi. E questo fa un grande piacere. 

Il nostro sogno è essere sempre di più. A denunciare lo sfruttamento del più forte sul più debole, a rivendicare quei diritti inalienabili, che devono essere appannaggio di tutti. Non solo di chi è bianco e cammina su due gambe e vive in Italia. Ma anche di chi bianco non è, italiano non è, e magari cammina su quattro zampe o ha branchie e squame. E che sfruttamento rimane.Anche quando si cerca di imbellettarlo con vuote parole su rispetto del benessere animale e delle leggi. 

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