12° presidio NOmattatoio: il resoconto

Resoconto del 12° presidio al mattatoio di Roma

Postato il 09 dicembre 2015 14:36 da Rita Ciatti e Eloise Cotronei

Da oltre un anno scendiamo in strada ogni mese per mettere in luce ciò che costituisce una delle pratiche più oscure della nostra società: la violenza istituzionalizzata che si cela dietro la cosiddetta “industria della carne”.

Il 28 novembre scorso si è tenuto infatti il dodicesimo presidio nei pressi del mattatoio comunale di Roma, lungo la via ad alto scorrimento Palmiro Togliatti.

Dei mattatoi i media parlano solo saltuariamente, quando fa notizia la scoperta di particolari maltrattamenti – rivelati grazie a investigazioni sotto copertura – ai danni degli animali, come se già il dominio totale – dalla nascita programmata alla reclusione forzata fino all’uccisione – non fosse un maltrattamento di per sé. A tal proposito ci preme ricordare quanto detto di recente da Annamaria Manzoni durante la sua ultima conferenza cui abbiamo assistito durante il Vegan Days di Pontedera: si pensa che all’interno di determinate istituzioni di dominio totale ci siano delle “mele marce” di cui bisogna liberarsi affinché tutto venga condotto nel rispetto delle normative vigenti sul “benessere animale”, ma il punto è che non sono i singoli addetti a perpetrare eccezionalmente trattamenti di particolare sadismo, ma è l’intero contenitore – quindi il mattatoio o l’allevamento in sé – ad essere marcio. Una volta che si consente l’esistenza di luoghi in cui gli animali possono essere manipolati, reclusi e uccisi, non c’è più limite al dominio sui loro corpi e il confine tra ciò che è lecito – le normative vigenti – e ciò che non lo è – abusi ulteriori, calci, percosse, violenze di ogni tipo – viene a cadere. Inoltre, come abbiamo già avuto modo di spiegare in altri scritti pubblicati su questo blog, per continuare a uccidere migliaia di individui senzienti senza sensi di colpa, bisogna in qualche modo convincersi che sia giusto farlo e che essi, gli animali, quasi meritino di morire; quindi bisogna svilirli, cancellarne l’identità e negare loro la capacità di sentire e soffrire; bisogna, detto in poche parole, negare il loro essere soggetti di una vita per arrivare a considerarli cose. Tutti meccanismi, questi, volti a rimuovere e a distorcere la realtà e che costituiscono così una doppia violenza: una, materiale, sugli animali, e un’altra, psicologica, sugli addetti al mattatoio.

Per tutti questi motivi noi riteniamo fondamentale continuare a esprimere il nostro dissenso – sempre in forma nonviolenta e pacifica – contro questi luoghi e contro ogni forma di sfruttamento animale di cui il mattatoio è solo un simbolo; siamo molto soddisfatti del successo che sta riscuotendo la campagna cui ogni mese si aggiungono persone nuove e a cui stanno aderendo sempre nuove città e regioni. Proprio in occasione di questo dodicesimo presidio, si è unito a noi un ragazzo accompagnato dal padre di una certa età. Vedere che una persona non più giovanissima – quindi con tutto il disagio dello stare per ore su strada al freddo, a reggere un cartello o a distruibuire volantini – si sia preso l’impegno di partecipare è motivo per noi di grande soddisfazione e cogliamo l’occasione per ringraziare, non solo questa persona, ma tutti gli altri attivisti che sono con noi dall’inizio.

Siamo un bel gruppo che lotta per lo stesso obiettivo: realizzare a poco a poco una società antispecista rispettosa di ogni individuo senziente.

Durante questo presidio siamo riusciti a ottenere il permesso di posizionarci per un breve lasso di tempo proprio davanti ai cancelli del mattatoio e abbiamo notato che di recente è stato messo un cartello che invita le persone ad acquistare "carne di prima scelta" presso il negozio al dettaglio, situato proprio sulla destra. "Carne di prima scelta", non individui, ma ormai quel che resta dei loro corpi ridotti a pezzi, il prodotto finale, chiamato, con una neutralizzazione semantica volta a rimuoverne l'essenza, solamente "carne". Noi invece siamo lì per ricordare a tutti CHI era quella "carne" che poi verrà distribuita, asetticamente confezionata in vaschette di polistorolo, nei vari supermercati della città. Come ricordiamo infatti anche nei volantini che distribuiamo ai passanti e lasciamo in giro, lo scopo di NOmattatoio è quello di svelare alla collettività cosa c’è dietro proprio quella fettina di carne che con gesti abitudinari e sostenuti dalla consuetudine viene messa nel carrello della spesa, ormai non più riconducibile all’animale vivo che è stato

 

Il prossimo presidio sarà sabato 12 dicembre, tra pochissimi giorni quindi, e ricordiamo che questo mese, esattamente domenica 13, saremo presenti anche al centro di Roma con un banchetto informativo, a Largo dei Lombardi.

Vi aspettiamo in tanti e motivati come al solito!

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